Aimo, Marco Antonio (1987) "Perché un filosofo che conosce la psicologia è simile a un dio". In: La psicologia: modelli interpretativi per le scienze mediche e pedagogiche: atti del Convegno in memoria di Angelo Beretta, 15-16 aprile 1983, Sassari, Italia. Sassari, Università degli studi di Sassari, Dipartimento di Economia istituzioni e società. p. 78-80. (Quaderni di ricerca. Psico-pedagogia, 2). Conference or Workshop Item.
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Abstract
Questo mio intervento preordinato interrompe forse un poco l'ordine dei lavori di questo convegno e non ha pretesa scientifica quanto invece di memoria per Angelo Beretta, amico, collega e maestro negli anni del suo insegnamento qui a Sassari, alla Facoltà di Magistero prima, alla facoltà medica poi.
E ricordandolo desidererei proporre qui un suo breve pensiero, scritto in capo ad un libro che fu oggetto di meditazione consolatoria quando, stranamente, con il libro speditomi da Bergamo, mi giunse repentina la notizia della sua tragica scomparsa.
Si tratta, come ho detto, di una dedica che aggiungeva il mio nome ad una affermazione del De anima di Aristotele: "perchè un filosofo che conosce la psicologia è simile ad un dio".
Certo, un filosofo che conosce la psicologia è simile ad un dio se filosofia e psicologia attuano il suggerimento socratico di conoscere se stessi e consentono, conoscendo se stessi, di conoscere meglio gli altri permettendo quell'interazione non soltanto cognitiva ma ampiamente
umana di reciproca comprensione un tempo solo affidata
al buon senso di ognuno.
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