Mastino, Attilio (1983) A proposito di continuità culturale nella Sardegna romana. Quaderni sardi di storia, Vol. 3 (luglio 1981-giugno 1983), p. 189-218. ISSN 1125-1824. Article.
![[img]](/style/images/fileicons/application_pdf.png)  Preview |
| Full text disponibile come PDF Richiede visualizzatore di PDF come GSview, Xpdf o Adobe Acrobat Reader 2004Kb |
Abstract
L'esperienza romana in Sardegna fu più vasta e più profonda di quanto non sia stato supposto; allo stesso modo, l'introduzione del cristianesimo ha interessato rapidamente strati sociali vastissimi, con l'unica eccezione delle
regioni più interne.
In questo senso la Sardegna, periferica da un punto di vista culturale ma collocata geograficamente al centro dell'impero, fu in età romana il grande ponte attraverso il quale passarono innovazioni e rivoluzioni culturali originatesi sulle diverse rive del Mediterraneo. Da questi scambi, più intensi e vivaci di quanto non si pensi, alimentati dagli spostamenti degli isolani in altre province
e dai tradizionali legami con l'Africa, la Sardegna fu arricchita immensamente, partecipando essa stessa alla costruzione di una nuova cultura unitaria, ma mantenendo anche nei secoli una sua specificità. Esplorare il confine tra romanizzazione e continuità culturale (tra Change e Continuity) è compito che lo storico deve ancora affrontare, al di là della facile tentazione di impossibili soluzioni unitarie.
I documenti depositati in UnissResearch sono protetti dalle leggi che regolano il diritto d'autore
Repository Staff Only: item control page