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Spanu, Pier Giorgio Ignazio and Zucca, Raimondo (2009) Il Neapolitanus portus alla luce delle ricerche di archeologia subacquea. In: Mastino, Attilio and Spanu, Pier Giorgio and Zucca, Raimondo (eds). Naves plenis velis euntes. Roma, Carocci editore. p. 217-235, ill. (Collana del Dipartimento di storia dell'Università degli studi di Sassari, 36; Tharros Felix, 3). ISBN 978-88-430-4856-4. Book Section.
AbstractIl Golfo di Oristano, che si apre sulla costa centro-occidentale dell’isola, è delimitato a nord e a sud rispettivamente dalle due piattaforme basaltiche del promontorio di San Marco e della Frasca, che insistono su strati miocenici e pliocenici. Sul golfo prospettavano, nell’antichità, i porti di Tharros, Othoca e Neapolis, rispettivamente in rapporto alla linea di costa sud-occidentale dell’attuale “stagno” di Mistras, al litorale orientale dello “stagno” di Santa Giusta e alla radice sud-orientale dello “stagno” di Marceddì-San Giovanni. Al di là delle considerazioni filologiche sul toponimo Neapolis, legato alla sua portualità organizzata da Cartagine, in un sito aperto allo scambio mediterraneo dal Bronzo finale, il Neapolitanus portus è chiaramente attestato a partire dal Medioevo in relazione, evidentemente, alla denominazione antica del porto e l'importanza dell’approdo è documentata dalle importazioni registrate nel centro sin da epoca arcaica.
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