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Battegazzore, Antonio Mario (1978) La Funzione del "gesto" e la concordia civica: una nuova interpretazione del fr. 1 di Eraclito alla luce di un passo plutarcheo. Sandalion, Vol. 1 (1978), p. 7-44. Article.
AbstractPlutarco nel de garrulitate, dopo aver citato, contro la prolissità dei loquaci, alcuni apoftegmi laconici, e dopo aver esaltato lo stesso dio Apollo per la precisione e la concisione degli oracoli, osserva che sono particolarmente lodati e ammirati «coloro che rivelano con un segno senza parola ciò che occorre rendere chiaro»: οί δέ συμβολικως ἄνευ φωνης αει φράζοντες. E, come esempio di eloquente taciturnità, menziona Eraclito il quale «richiesto dai concittadini di esprimere una sentenza sulla concordia, salito sulla tribuna prese una coppa d'acqua fredda e, versatavi sopra della farina d'orzo, dopo averla rimescolata con una pianta di menta la bevve e si allontanò, avendo loro mostrato che le città si conservano in pace e in concordia con il contentarsi di ciò che si trova e col non desiderare cose costose». L'episodio è ripreso da Temistio con il preciso riferimento al carattere tacito dell'insegnamento eracliteo («stillschweigende Lehre», secondo la traduzione tedesca dal siriaco di J. Gildemeister), ed è altresì ricordato nei suoi termini essenziali in uno scolio omerico.
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