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Piredda, Anna Maria Giacinta (1986) La Veste del figliol prodigo nella tradizione patristica. Sandalion, Vol. 8-9 (1985-86 pubbl. 1986), p. 203-242. Article.
AbstractL'«abito» nel mondo antico era considerato come l'essenza della persona,
segno della sua appartenenza ad un popolo, ad una classe sociale, ad una
comunità. La sua importanza per l'affermazione della persona era avvalorata
sul piano giuridico da apposite leggi: chi aveva perso la libertà, come
i prigionieri o gli schiavi, perdeva anche il diritto di possedere un vestito
proprio. Nell' ambito della tradizione greco-romana, come in quello della
cultura ebraica, anche la foggia, il colore, il tessuto delle vesti assumevano
significati particolari. Il significato metaforico della veste, presente nell'Antico
Testamento e arricchito nel Nuovo dalla visione antropologica di
Paolo, che invitava l'uomo a «rivestirsi di Cristo» (Gal 3, 27 e Rom 13, 14),
guidò i pensatori cristiani delle origini a sviluppare una concezione simbolica
della veste per illuminare il valore della persona umana alla luce della personalità
di Cristo.
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