Piredda, Anna Maria Giacinta (1991) Susanna e il silenzio: l'interpretazione di Ambrogio. Sandalion, Vol. 14 (1991), p. 169-192. Article.
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Abstract
Susanna, personaggio principale del racconto contenuto nel librlodle profeta Daniele, è sivenuta sin dai primi secoli del cristianesimo emblema di castità. La sua figura viene utilizzata da Ambrogio per offrire
un supporto scritturistico alle tematiche della speculazione filosofica
neoplatonica, incentrate sull'emanazione dell'anima dall'Uno e sul suo
ricongiungimento con l'Uno attraverso il silenzio.
Nell'ermeneutica ambrosiana la figura biblica di Susanna, in armonia
con la tradizione, conserva la funzione di esempio di castità nella
sfera etica e la arricchisce con la connotazione dell'exemplum all'interno
della visione neoplatonica. È proprio in questa nuova dimensione che
si può constatare lo sforzo fatto da Ambrogio per trasformare in senso
cristiano i dati fondamentali della cultura classica. Susanna è simbolo
del silenzio, nella sua unità inscindibile con la parola. Ambrogio rivendica
l'origine scritturistica della regola del silenzio e la sua superiorità
rispetto alla prospettiva pitagorica, e fa risplendere la persona di Susanna
come modello di auctoritas cristiana.
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