Brandano, Paolo (2001) Lo Stazzo della Bassa Gallura. In: Brandanu, Salvatore (ed). La Gallura, una regione diversa in Sardegna: cultura e civiltà del popolo gallurese, San Teodoro, I.CI.MAR. Istituto delle Civiltà del Mare. p. 287-312. Book Section.
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Abstract
La Gallura costiera meridionale, chiamata Bassa Gallura perché tale è sia per latitudine
sia per altitudine, può, con molta approssimazione e con qualche semplificazione, essere
identificata storicamente:
- in epoca medievale, con i territori delle ville tardo-medievali di Offùde (Uviddè), probabilmente
della curatoria di Posada, e di affilo (Uvilò) della curatori a di Fundimonti (già
Civita);
- in periodo ottocentesco, con le cussorgie di Uviddhè e di Santa Giusta, ciascuna sotto il
controllo di un referenziere viceregio (capu cussugghjali) e, sino al 1888, con il salto di
Tempio Pausania; da tale anno la parte meridionale venne inglobata, come è noto, dal
comune di Posada.
Questo territorio, della superficie di circa 250 kmq, è attualmente ripartito fra i 5 comuni
di Budoni, di San Teodoro, di Loiri-P.S.Paolo, di Padru e di Olbia ed è geograficamente
delimitato: ad Est dal mar Tirreno; a Nord dal rio Palassò1i-Uddòni-Patrucianu; a Ovest
dalle pendici del Monte Nieddu e dalle alture di Berchiddeddu e di Monti; a Sud dai monti
di Arèsula e dal rio Gallurese.
Lo stazzo, termine indicativo sia del fabbricato rurale che del pertinente territorio circostante,
è l'insediamento abitativo tipico di tutta la Gallura e, sino a qualche secolo fa,
l'unico della Bassa Gallura: attorno ad esso sono ruotate per ben 3 secoli, dalla metà del
17° alla metà del 20°, la cultura e la civiltà basso-gallurese.
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