Cecchetti, Marcello (2009) Giustizia costituzionale e Corte costituzionale. In: Panizza, Saulle (ed). Ragazzi, che Costituzione!: elementi di cittadinanza e Costituzione, 2. ed. ampliata e aggiornata, Pisa, PLUS. p. 223-246. ISBN 9788884926012. Book Section.
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DOI: 10.1400/136625
Abstract
A distanza di più di mezzo secolo dall’approvazione della nostra Costituzione
repubblicana, la quale prevede, come fondamentale istituto di garanzia, la presenza
nel sistema di un apposito “tribunale”, la Corte costituzionale, cui è affidato – in
primis – il controllo di legittimità costituzionale delle leggi e degli atti con forza di
legge dello Stato e delle Regioni (art. 134), non si può dire ancora che la “cultura”
della giustizia costituzionale sia caratterizzata da radici particolarmente solide e
diffuse nel “comune sentire” del popolo italiano. Ciò, non tanto perché la Corte è
ancora, senza dubbio, l’istituzione meno conosciuta dalla maggior parte dei cittadini
italiani, ma anche perché, addirittura sul piano politico e istituzionale, spesso si
fatica a comprendere il ruolo e il significato delle funzioni che essa svolge.
Anche negli anni più recenti, purtroppo, non è affatto infrequente registrare le
vivaci proteste di uomini politici che vanno lamentandosi dello “strano” fenomeno
per cui quindici “signori”, sia pure dotati di sicura competenza tecnico-giuridica,
ma nominati o eletti non direttamente dal corpo elettorale e dunque non legittimati
dalla sovranità popolare, abbiano il potere di annullare decisioni del Parlamento
sovrano. Come è possibile – si è rilevato, talora persino da parte di ministri della
Repubblica, attraverso prese di posizione ufficiali – che nel nostro ordinamento
quindici soggetti possano annullare le decisioni di seicentotrenta deputati e
trecentoquindici senatori, eletti direttamente dal corpo elettorale?
Forse, dunque, prima ancora di illustrare quale sia la struttura della Corte, come
sia organizzata, quali funzioni le siano assegnate e come queste vengano svolte nel
“lavoro quotidiano”, risulta necessario provare a comprendere appieno che cosa
sia la Corte costituzionale, il significato e il ruolo delle funzioni di garanzia che
essa svolge e, in definitiva, la sua stessa ragione di esistere nella nostra Repubblica
democratica (art. 1, Cost.).
Per fare ciò occorre dare una risposta a due domande fondamentali e logicamente
preliminari. In primo luogo, è indispensabile chiarire che cosa sia la Costituzione
nell’ambito di quella particolare forma di Stato che prende il nome di “Stato
costituzionale” proprio in quanto fondato sulla supremazia della Costituzione e
delle leggi costituzionali (e, dunque, del diritto costituzionale) rispetto a ogni altra
fonte di produzione normativa (e, dunque, del diritto legislativo e sub-legislativo).
Conseguentemente e in secondo luogo, occorre chiarire che cosa sia e come
nasca la giustizia costituzionale, identificandone a grandi linee almeno i principali
modelli di riferimento affermatisi nell’esperienza del costituzionalismo moderno.
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