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Manotta, Marco (2008) Prodromi dell'umorismo pirandelliano: le novelle di Giuseppe Mantica. Otto/Novecento, Vol. 32 (2), p. 41-50. eISSN 2036-4628. Article. Full text not available from this repository. DOI: 10.1400/110325 AbstractLuigi Pirandello, come è noto, si è divertito negli anni della sperimentazione metateatrale a citare il proprio nome nel testo per accrescere l’effetto di realtà dell’illusione scenica: dai Sei personaggi a Ciascuno a suo modo a Questa sera si recita a soggetto. Molto più modestamente, rispetto al gioco di specchi indotto dal relativismo rappresentativo del teatro nel teatro, il nome di Pirandello aveva trovato una precoce conferma della propria “vocazione” all’iscrizione testuale nei versi di uno scrittore reggino che gli fu compagno di strada letterario prima che impegni di natura politica, e la morte precoce, lo consegnassero al limbo degli autori minori, se non addirittura misconosciuti. Ecco allora Pirandello in una delle sestine Ad Ugo Fleres di Giuseppe Mantica.
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