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Marselli, Riccardo and Vannini, Marco (2000) Quanto incide la disoccupazione sui tassi di criminalità? Rivista di politica economica , p. 273-299. ISSN 0035-6468. Article. Full text not available from this repository. Alternative URLs: AbstractChiedersi se la disoccupazione influisca sulla criminalità può sembrare ozioso. È intuitivo infatti che una persona senza lavoro, che vive una condizione materiale, mentale e sociale di forte disagio, può essere tentata di commettere un reato molto più facilmente di una persona che possiede un’occupazione. A sua volta, quest’ultima non avrà né il tempo né sufficienti motivazioni per considerare seriamente tale possibilità. Sembra ovvio considerare la disoccupazione come uno dei principali fattori criminogeni. Nonostante ciò, le analisi empiriche volte a stabilire il segno e l’intensità di questo legame stentano a convergere verso valori comuni e statisticamente significativi. La mancanza di un riferimento quantitativo attendibile impedisce non solo di calcolare correttamente il costo complessivo della disoccupazione — un’informazione di per sé utile per la politica economica e sociale — ma anche di calibrare adeguatamente, in termini di risorse e strumenti, le azioni specifiche di contrasto della criminalità. La ricerca economica, negli ultimi anni, ha prodotto molte analisi riguardanti il legame sia teorico che empirico fra condizioni del mercato del lavoro e criminalità
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