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Le Riviste dell’Editrice La Scuola e l’attivismo

Pruneri, Fabio (2004) Le Riviste dell’Editrice La Scuola e l’attivismo. In: New Education: Genesis and Metamorphoses: 26th Session of the International Standing Conference for the History of Education, 14–17 July 2004, Geneva, Switzerland. p. 11. Conference or Workshop Item.

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Abstract

L’Editrice La Scuola festeggia nel 2004 i cento anni di attività. L’importante istituzione, fondata per sostenere e rilanciare la rivista “Scuola Italiana Moderna”, nata nel 1893, divenne, di fatto, nel corso del ‘900, il più rilevante polo d’elaborazione pedagogica d’ispirazione cattolica. Presso La Scuola vennero stampate oltre trenta testate di carattere educativo, pedagogico, didattico, molte delle quali sono ancora correnti. La semplice inventariazione dei periodici (si tratta di centinaia di migliaia di pagine) consente di osservare lo spaccato del dibattito pedagogico italiano, tanto sul piano della riflessione teorica, quanto su quello della didattica e della pratica educativa. L’obiettivo della mia comunicazione è quello di mostrare l’azione svolta dalle riviste di questa casa editrice come elemento di raccordo tra il movimento delle scuole nuove come fenomeno internazionale e la ricerca pedagogica nazionale. La cultura italiana si confrontò con le proposte di innovazione didattica provenienti da oltralpe fin dai primi del Novecento, ma le vicende belliche da un lato e l’affermarsi dell’idealismo pedagogico e del fascismo dall’altro impedirono una larga diffusione delle idee di attivismo e puerocentrismo. E’ soprattutto nel secondo dopoguerra che vi fu una larghissima diffusione di queste idee in Italia e La Scuola Editrice, che pure era nata nella tradizione dell’intransigentismo cattolico, cioè all’insegna del rifiuto di ogni ingerenza dello Stato nell’educazione, si trovò a riflettere sugli aspetti positivi e negativi della nuova pedagogia. Sulle pagine delle riviste pubblicate a Brescia (sede dell’editrice) vennero resi noti al grande pubblico nomi come Cleparède, Decroly, Demolins, Dewey, Ferrière, Freinet, Montessori, Pizzigoni… solo per citarne qualcuno; furono diffuse e divulgate ad un pubblico di cultori - ma spesso anche alla più ampia platea dei maestri e degli educatori in genere - le teorie più avanzate; infine, vennero proposti itinerari didattici all’insegna della innovazione e sperimentazione. La mia ricerca mira ad evidenziare, sulla base della rigorosa consultazione delle fonti, come il gruppo raccolto attorno all’Editrice, composto da uomini come Agazzi, Agosti, Baroni, Bendiscioli, Chizzolini, Colombo, Nosengo, Mazza e tanti altri, abbia avuto una funzione determinante nel condizionare l’evoluzione e l’innovazione della pedagogia italiana, anche grazie all’incontro con i teorici della scuola nuova. L’ampio arco cronologico della mia osservazione (più di un secolo), consente di stabilire, sulla lunga durata, la validità e la tenuta dell’Education Nouvelle. Il possibile esito della ricerca è un forte richiamo alla necessità che anche l’educazione contemporanea, pur così centrata sulla complessità e sulla dinamicità dei cambiamenti sociali, recuperi le sue radici e riscopra il lungo cammino compiuto dai nostri padri.

Item Type:Conference or Workshop Item (Paper)
ID Code:3001
Status:Unpublished
Uncontrolled Keywords:Scuola, attivismo, pedagogia, Italia
Subjects:Area 11 - Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche > M-PED/02 Storia della pedagogia
Divisions:001 Università di Sassari > 01 Dipartimenti > Economia, istituzioni e società
Copyright Holders:© Fabio Pruneri
Deposited On:17 Sep 2009 09:45

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