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Brigaglia, Manlio (2004) Cattaneo e Garibaldi nel Diario di Giorgio Asproni. In: Trova, Assunta Angela and Zichi, Giuseppe (eds). Cattaneo e Garibaldi: federalismo e Mezzogiorno. Roma, Carocci. p. 357-368. (Collana del Dipartimento di storia dell'Università degli studi di Sassari. Nuova serie, 23). ISBN 9788843030484. Book Section. Full text not available from this repository. DOI: 10.1400/31253 AbstractMercoledì 24 marzo 1869 Asproni è a Lugano, e scrive nel suo Diario: «Dal Lago, gittando gli occhi sull’aprica Castagnola, mi è ricorso alla memoria Carlo Cattaneo, morto non ha guari con perdita inestimabile delle lettere italiane e della democrazia. Mi hanno detto che Mazzini lo visitò prima di morire; che respinse i preti; che morì da libero pensatore». Il ricordo di Cattaneo tornerà un’altra volta nelle pagine seguenti, quando, il 9 aprile, va a visitare lo stabilimento tipografico di Pietro Agnelli, amico intimo di Cattaneo. Parlano dell’amico scomparso, e Agnelli gli confida che «realmente a Cattaneo non si trovarono che cinquanta centesimi: che aveva un cuore immenso». E ancora, stavolta due anni più tardi, il 14 giugno del 1871, quando la Camera vota il finanziamento del traforo del Gottardo: «La mente eccelsa del Cattaneo dimostrò che questa era linea europea, mentre si dibattevano tra lo Spluga e il Luco Magno».
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