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Bernardini, Paolo (2005) Recenti scoperti nella necropoli punica di Sulcis. Rivista di studi fenici, Vol. 33 (1/2), p. 63-80. eISSN 1724-1855. Article. Full text not available from this repository. DOI: 10.1400/88650 AbstractLa comunità punica che, nel V sec. a.C., abitava l’importante centro urbano di Sulcis, l’odierna cittadina di Sant’Antioco, sito sulla costa sud-occidentale della Sardegna, scelse di costruire la propria necropoli sui fi anchi rocciosi dolcemente degradanti verso la piana, lambita dagli stagni, sede dell’insediamento civile. I sepolcri, scavati e costruiti nel morbido tufo delle alture, sono delle camere sotterranee, spesso di dimensioni ragguardevoli, alle quali si accede percorrendo un corridoio a scalini che, aperto sul piano di campagna, scende a rampa obliqua in profondità fi no a raggiungere la soglia del sepolcro, collocato in genere a circa due, tre metri dalla superfi cie. L’impianto necropolare sulcitano è ben noto nelle sue caratteristiche generali : analisi accurate ne descrivono le tipologie architettoniche, le componenti dei corredi, lo svolgimento dei rituali, l’apparato scenografi co e ideologico delle cerimonie funebri che vi avevano luogo ; anche il suo inquadramento cronologico, sostanzialmente in relazione con lo sviluppo della città tra il V e il III sec. a.C., è un dato acquisito. 1 Da alcuni anni la Soprintendenza Archeologica di Cagliari e il Parco Geominerario hanno attivato un programma di recupero nel settore occidentale di questa grande « città dei morti » : l’area interessata dal progetto di intervento si trova a immediato ridosso del colle del fortino sabaudo e sovrasta la fascia più bassa dell’impianto funerario, che ha restituito una serie di tombe di particolare interesse e che è stato successivamente « riconvertito » in spazio scenico nel corso della fase imperiale romana di vita della città.
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